Villa Pisani

a Bagnolo di Lonigo

Villa Pisani Nel 1523 il patrizio veneziano Giovanni Pisani acquistò all'asta i beni di Bagnolo (nei pressi di Lonigo) confiscati alla famiglia Nogarole che, ai tempi della guerra di Cambrai, si era schierata al fianco degli imperiali. Assieme alle proprietà i Pisani ottennero il titolo comitale e i relativi diritti feudali, come quello di imporre angherie (prestazioni lavorative gratuite). Insediatisi a Bagnolo, questi ricchi veneziani avviarono una fiorente attività agricola, introducendo colture specializzate (come riso e canapa) ed utilizzando il corso del Guà sia come forza motrice che per i loro commerci. Si costruirono, inoltre, ampi magazzini, edifici destinati alla lavorazione dei prodotti ed un possente colonnato dorico (poi distrutto) che racchiudeva su tre lati un'aia vasta quanto Piazza S. Marco. I Pisani intendevano trasferire in terraferma la mentalità imprenditoriale e mercantile tipica dei veneziani che stavano gradualmente abbandonando i rischiosi commerci marittimi in favore dei più redditizi investimenti fondiari. Intorno al 1540, per contrassegnare la loro tenuta agricola con un edificio che celebrasse il loro prestigio di signori del luogo, Giovanni e i figli Marco, Daniele e Vittore si rivolgono al Palladio che per loro progetta un originale edificio dal duplice prospetto. La facciata rivolta al cortile interno, descritta ne "I Quattro Libri" ma mai realizzata, doveva essere connotata da un elegante pronao classico: stabilendo un cordiale rapporto con la campagna circostante, essa intendeva alludere alla bellezza e all'utilità della vita in villa. Di tutt'altro tenore è il prospetto sul fiume: due robuste torrette racchiudono una loggia a tre arcate con bugne rustiche, sovrastata da un timpano.
Numerose sono le suggestioni che da esso possiamo ricavare: da un lato richiama il motivo veneziano della "casa fondaco" (avvalorato anche dalla presenza di un corso d'acqua) e quindi allude alla vocazione mercantile dei committenti; dall'altro, simile ad un poderoso arco trionfale, sembra soddisfare le esigenze autocelebrative dei Pisani, feudatari del luogo. Non va dimenticato che nel territorio di Lonigo la famiglia veneziana edificò altri due edifici di spicco: il grandioso Palazzo nel centro dell'abitato e la famosa Rocca progettata da Vincenzo Scamozzi.

 

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