Nato a Vicenza nel 1548 e morto a Venezia nel 1616, fu attivo non solo nel
Veneto (dove fu chiamato a completare edifici palladiani) ma anche all'estero, soprattutto
nell'Europa centrale. Fu uno dei più significativi interpreti dell'architettura veneta
del '600, soprattutto per la costante attenzione rivolta ai problemi dell'urbanistica e
per l'abilità dimostrata nel raccordare le sue ville al paesaggio. Il suo stile, che si
ispira al classicismo cinquecentesco, contribuì a limitare la diffusione in terra veneta
degli eccessi decorativi del barocco e aprì la strada alla ricerca neoclassica del secolo
XVIII. Fu anche autore del trattato "L'idea dell'architettura universale"
pubblicato a Venezia nel 1615. Fra le sue opere ricordiamo il completamento della Rotonda
e la realizzazione della scena del Teatro Olimpico con le vie di Tebe, la Rocca Pisana di
Lonigo (in cui realizza un suggestivo connubio fra villa e paesaggio), villa Molin a
Mandriola (Padova), Villa Duodo a Monselice (Padova), villa Nani Mocenigo a Canda
(Rovigo), il Teatro di Sabbioneta (Mantova) e il progetto per il Duomo di Salisburgo.

© 1995-2007 - Silvia Colla e Alberto Nardi (EMAIL:a.nardi@inews.it)
Pagina pubblicata grazie a AshMultimedia