Vincenzo Scamozzi

Nato a Vicenza nel 1548 e morto a Venezia nel 1616, fu attivo non solo nel Veneto (dove fu chiamato a completare edifici palladiani) ma anche all'estero, soprattutto nell'Europa centrale. Fu uno dei più significativi interpreti dell'architettura veneta del '600, soprattutto per la costante attenzione rivolta ai problemi dell'urbanistica e per l'abilità dimostrata nel raccordare le sue ville al paesaggio. Il suo stile, che si ispira al classicismo cinquecentesco, contribuì a limitare la diffusione in terra veneta degli eccessi decorativi del barocco e aprì la strada alla ricerca neoclassica del secolo XVIII. Fu anche autore del trattato "L'idea dell'architettura universale" pubblicato a Venezia nel 1615. Fra le sue opere ricordiamo il completamento della Rotonda e la realizzazione della scena del Teatro Olimpico con le vie di Tebe, la Rocca Pisana di Lonigo (in cui realizza un suggestivo connubio fra villa e paesaggio), villa Molin a Mandriola (Padova), Villa Duodo a Monselice (Padova), villa Nani Mocenigo a Canda (Rovigo), il Teatro di Sabbioneta (Mantova) e il progetto per il Duomo di Salisburgo.

 



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